#ricoh500RFproject

Dopo questa recente passione per la fotografia di strada, mi sono accorto che girovagare con una reflex non è poi così pratico, seppur con un 24mm compatto. Così ho iniziato a cercare qualcosa di più pratico e minuscolo.

Ma attualmente, anche puntando su un usato, non posso permettermi la macchina che vorrei, così mi è venuto in mente di approfondire questo termine di cui ne riconosco la totale ignoranza: telemetro.

Una macchina a telemetro era una compatta di qualità negli anni 60 e aveva ingombri davvero ridotti se la confrontiamo con molte reflex che di li a poco avrebbero spopolato. Erano quanto di più miniaturizzabile all’epoca per una macchina a pellicola 35mm. La necessità di montare obbiettivi intercambiabili ha poi surclassato il telemetro, ma non è vero che è un sistema peggiore. Forse è troppo complesso per affrontare un grande mercato. Guarda caso, Leica ha continuato a sostenerlo per moltissimi anni, ma perché comunque ha un target di mercato orientato all’alta qualità.
Qualcuno in un forum ha detto che siamo diventati degli incapaci senza una reflex in mano. Quindi mi son detto, perché non provare una di queste piccole meraviglie? Così ho fatto un po di ricerche in rete e ho scoperto che ci sono diverse macchine a pellicola che con un budget di 20, 30, 40 euro, ti puoi portare a casa. C’è da stare comunque attenti a tutte le parole presenti nella descrizione. Un piccolo dettaglio può nascondere grandi delusioni, ma chi usa eBay questo lo sa già.

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Mi imbatto nell’annuncio di questa Ricoh 500RF e me l’aggiudico a 22 euro se non ricordo male!

Dice che funziona perfettamente anche se ci sono alcune infiltrazioni di luce. Leggo qualche forum e scopro che è probabile: la guarnizione in neoprene all’interno del coperchio posteriore si deteriora con gli anni, quindi la tenuta alla luce è compromessa. Trovo anche qualche guida che fa vedere come cambiare la guarnizione e così faccio anch’io. Meglio sistemarla un po. Quando la ricevo per posta non è l’unica cosa a cui devo pensare. La ghiera della messa a fuoco ha un gioco strano rispetto al corpo. Tirandola si separa quasi, risultando molto ciottolona. Peccato penso, mi sa che dovrò tenerla così! Invece un giorno mi prende la fissa e provo a trovare una soluzione.

Sempre su un altro forum, viene illustrato come aprire la parte anteriore dell’obiettivo: va fatta girare la ghiera in plastica, quella con gli scalini. E infatti scopro che, semplicemente, si è allentata una vite. La stringo senza forzarla troppo e rimonto tutto. Adesso tutto si muove come dovrebbe.

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La prova sul campo (26/6/17)
Ebbene, provare questa telemetro, è stato sicuramente costruttivo. Queste macchine analogiche aiutano a ridare importanza al “momento”. Quei pochi 36 scatti diventano preziosi (in quanto non gratis) e si impara a capire quando non sprecarli. Si impara a non collezionare scatti mediocri. Anche se la buona riuscita, senza automatismi, può essere davvero incerta. Con questo primo rullino non avevo ancora la batteria per l’esposimetro e sono dovuto andare a sensazione. Tutto è nelle tue mani e spesso, quando si deve scattare alla cieca, il tempo per le misurazioni è poco e ci deve affidare alla propria esperienza.
Ne rimane però un sistema affascinante, dove l’obiettivo fisso ci fa concentrare su un solo tipo di scena. Per il resto, puoi solo sperare di non aver fallito lo scatto.
Con questo primo rullino ho provato svariate situazioni, in modo da testarne la funzionalità. E ogni tanto è bello allontanarsi dalla velocità del digitale e ritrovare quell’attesa nel finire un rullino. Aspettare che sia sviluppato. Alla fine diventerà la terapia dei nostri tempi.
Ma questo alle nostre nuove generazioni andrà spiegato!

Il primo sviluppo (10/8/17)

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Tanto per capire se la macchinetta dava problemi, ho acquistato un semplice Kodak Ultramax 400 e ho ritirato oggi il primo sviluppo: accidenti! Posso dire di essere rimasto colpito dalla qualità delle foto! Una bella lente non c’è che dire. Inoltre pensavo anche che un 40mm, si iniziasse a notare rispetto al 35, ma non è così diverso, magari aiuta a “essere più vicini” di quel che basta per chi non ha molto coraggio come me. Ho capito infatti che il coraggio è inversamente proporzionale ai mm della lente! Ah Ah!

Sono anche rimasto impressionato dalla buona riuscita degli scatti, nonostante non avessi ancora la batteria dell’esposimetro (anch’essa da cercare su eBay e possibilmente da 1,35v altrimenti non darà misurazioni corrette). Due scatti un po bui ma tutto sommato ok e 3 su 36 fuori fuoco.

Ecco comunque alcuni scatti senza alcuna pretesa, tanto per testare alcune situazioni comuni. In ombra o alla luce. Devo dire che se quest’ultima non è proprio insufficiente, il dettaglio è veramente buono.

Cattura

Qui di seguito invece, alcune foto che ho selezionato come più interessanti, anche se potete comunque vederle nel mio album completo su Flickr. Purtroppo ho dovuto scansionare le stampe e con mezzi non eccelsi, quindi la qualità finale non è la stessa della carta.

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04/12/17
Secondo rullino sempre Ultramax 400. L’ho testato totalmente in priorità tempi e l’apertura automatica del diaframma ha funzionato alla perfezione! Tutte le foto sono ben esposte. Anche la foto all’alba mi ha restituito dei colori fedeli a quelli percepiti quella mattina. Cosa che non sarebbe stata facile con una digitale, dove magari sarebbe stato necessario un mirato lavoro di importazione con il file raw.

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