#olympusXAproject

Continuo a sostenere che utilizzare la pellicola, ci riporti in una dimensione più intima con l’attimo che vorremmo far nostro.

Per fare questo, il pensiero ossessivo è, esiste una piccola macchina fotografica di alta qualità, da tenere sempre nel taschino?

Non mi lamento della Ricoh 500RF, ma sicuramente non è così facile da nascondere (e portare) con un piumino leggero. Sia come peso che come dimensioni. Così mi sono messo a curiosare un po’ sul web. E ad un tratto viene menzionata una certa Olympus XA. Rimango affascinato dal progetto che permette di racchiudere in quella forma, denominata subito “ovetto”, un autentica microscopica full frame.

Cerco ancora e scopro che l’autore di questo piccolo gioiello è stato Maitani, progettista di altre perle Olympus.

Ne trovo una usata a buon prezzo, un affare da non perdere e me la faccio spedire. L’ho ritirata questo sabato. Primo pensiero è scacciare subito le sensazioni da “bidone”: le prime prove sono state aprire l’obiettivo (ok), verificare che non sia graffiato o con funghi (ok), aprire il vano pellicola (guarnizioni ok), provare a scattare con il vano aperto e a vari diaframmi (per fortuna me l’hanno venduta con le batterie! Altrimenti non andrebbe…). Tutto sembra funzionare correttamente per fortuna.

Prima di inserire un rullino provo anche il modulo flash che attaccato lateralmente alla macchina fa la sua funzione come dovrebbe. Dopodiché do un bella pulita completa a tutto.

20180319_132134.jpgTenendola in mano mi accorgo di quanto sia avanzato e curato questo progetto: ogni elemento fu studiato per avere una funzione che si attivava in base a certe condizioni. Ad esempio: il caricamento del rullino, a vano aperto la pellicola viene tirata fino a quando è stesa, sarà solo dopo aver chiuso che la rotella di avanzamento inizierà davvero a tirare la pellicola dal rullino. Il tappo scorrevole che copre le lenti funge da protezione ma anche da interruttore off per la batteria.

20180319_132402.jpgQuello che mi ha stupito di più, è il sistema di integrazione studiato nella gestione del modulo flash. Un sistema elettrico-meccanico che funziona a doppio senso: la levetta dei diaframmi,

20180319_132343.jpg

 

per far comunicare macchina e flash, va spostata in alto. Questo movimento fa muovere un meccanismo interno che con un perno va ad azionare un pistoncino nascosto sul modulo flash. In quest’ultimo si attiva così la carica del lampo. E lo si capisce da un pulsante trasparente che scatta fuori, sul lato

 

superiore del flash! Tra l’altro non si sono risparmiati: all’interno di questo pulsante una lampadina si accende e segnala che il flash è carico e pronto. Un piccolo selettore permette di selezionare la potenza del lampo anche se le scelte sono tre: 100, 400 e full.

20180319_132432.jpgInsomma è una macchina piccola, ma studiata e progettata con grande cura. I dettagli ci sono e dappertutto. Basti pensare alla leva di avvolgimento, sotto la quale hanno inciso una piccola freccia per suggerire il senso di avvolgimento. E poi cosa dire della piccola levetta sotto la macchina? È una levetta che ruota in tre posizioni: nella prima, permette di modificare temporaneamente l’esposizi

20180319_132459.jpg

rla meglio sulla superficie d’appoggio), incredibile.

one nei controluce, funzione effettivamente comoda, nella seconda fa un battery check (led anteriore + sibilo sonoro), nella terza si attiva l’autoscatto (tra l’altro trovandosi la leva in avanti rispetto al corpo, può aiutare a stabilizza

 

 

Insomma, il valore del progetto supera secondo me il valore dei materiali scelti, come la plastica. Se non altro il peso è sicuramente poco. Cos’altro dire? Che ha un puro obiettivo 35mm di cui vedrò i risultati non a breve, ma di cui sono molto curioso…vi aggiornerò su questa stessa pagina!

 

18/06/18

Ritirate le stampe del primo rullino inserito in questa piccola XA! Aprire la busta è sempre come aprire un regalo di Natale: o sei contento appena ne vedi uno scorcio oppure la felicità appassisce tempo zero.

Ho voluto provare il Fuji Superia che in questo caso ho scelto a 400 iso. Nelle foto veloci, è necessaria una buona sensibilità, e a volte non basta. Comunque sono passati esattamente 3 mesi da quando avevo pubblicato questo post e tanti scatti me li ero pure dimenticati, che dire, non ho avuto molto tempo e testa per provare velocemente questa macchina. Se non altro, è portabilissima ed infatti è sempre nello zaino con me.

Alcuni di questi scatti mi hanno stupito, in quanto speravo di esser riuscito a catturare qualcosa di interessante. E alla fine qualcosa è rimasto nel fotogramma, certo non sono scatti significanti, sono semplici momenti di vita. Ma la prima volta che provi una macchina a pellicola e per giunta nel genere di strada, figuriamoci se riesci a studiare l’inquadratura. Quindi mi aspettavo risultati anche peggiori! Delle tre foto sopra ad esempio, solo la prima è scattata realmente da fermo. Per le altre due mi sarò fermato giusto una frazione di secondo. La terza è un buon risultato dato che è scattata sotto i portici di Cascina dove la luce non era certo abbondante.

Se devo dare un giudizio meramente tecnico, dovrei dire che la nitidezza di questa lente si è dimostrata, secondo me, un pochino inferiore alla Ricoh 500RF. Non un esagerazione, ma quanto basta per notarlo. Poi devo dire che non sono mai riuscito a scattare a f/16 o f/22 (ma nemmeno con la Ricoh ho mai chiuso cosi tanto).

Tornando alle foto, in questi giorni aggiorno il post con qualche altro esempio di foto scattate, per avere un idea. Chiudo dicendo due cose: un paio di foto le ho fatte provando anche il modulo flash da agganciare all’ovetto, e potrebbe essere l’occasione giusta per fare qualche scatto in più, di questo tipo. Il flash al momento mi è un pò nemico!

L’altra nota è sulla Fuji Superia 400: sicuramente una pellicola a buona mercato, sempre disponibile, rende colori effettivamente molto fedeli alla realtà, ma lascia alcuni colori caldi come rosso e giallo, spiccare improvvisamente. La foto sembra comunicare esattamente ciò che ricorda la nostra mente di quel momento. E’ una pellicola che mantiene una nota romantica nello scatto, senza cadere nell’eccessivo.

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