Piccolo viaggio – Verona

Ho dovuto continuare in una seconda pagina il mio viaggio successivo a quello di Padova. Quando ancora ero lì, in realtà volevo anticipare la partenza perché mi resi conto che Verona ha tante cose in più da visitare ed è anche più grande (un estensione simile a Firenze per intenderci, mentre Padova la assocerei più a Lucca).
Però niente da fare, il treno era alle 11.40, quindi non rimarrà molto tempo a disposizione, in pratica il pomeriggio e la mattina dopo.

Arrivo a Padova un pò in ritardo perché alle 14.30 devo sempre mangiare, però procedo senza sosta e a fine serata ho già visto la metà delle cose più interessanti. Sono stanchissimo, ho i polpacci doloranti dopo aver fatto la Torre dei Lamberti a piedi e senza fermarmi!
Anche se questi posti fin troppo turistici non sono proprio il mio forte, diventano una sfida in più per tirarci fuori un buono scatto. Soprattutto sono rimasto contento per un paio di foto che credo sian buone!

Il viaggio sta iniziando a darmi qualche effetto positivo. Il muoversi, esplorare, visitare è quanti di più bello possa darci la vita. E quasi non importa se la giornata trascorre quasi tutta in silenzio.

Quando la mattina dopo mi alzo, il buongiorno si vede dalla ottima colazione a letto che mi hanno preparato! Dormito non proprio a diritto, mi sono messo a fare un pò di pianificazione prima di uscire.
Alla fine è stata davvero utile la cortesia della signora del b&b che mi ha dato in prestito una card per la bici a noleggio. Mi son potuto spostare velocemente a un noto negozio di Verona per trovare un rullino di HP5 e da li vedere la basilica di San Zeno.

Il tempo vola veloce e devo purtroppo rinunciare all’arena. Una fila molto lenta mi ha fatto capire che non c’era speranza…così ho ripiegato sulla porta Borsari e altre cose non viste. Verona è una città veramente densa di arte in ogni angolo di piazza, via o edificio.

La cosa che più mi è rimasta impressa: le incisioni dei nomi dei nostri antenati sugli affreschi delle chiese (quelli ad altezza uomo), “sfregi” risalenti anche a più di 500 anni fa. La finalità? Probabilmente avere una nota di merito per la futura accettazione in paradiso. Sono rimasto letteralmente a bocca aperta da quelle incisioni profonde in latino, con caratteri quasi irriconoscibili, molto gotici, in cui l’anno però è chiaro e leggibile. Incredibile come la relazione con il quotidiano sia in un certo senso collegata: ripenso alla quantità infinita di scritte che hanno imbrattato parte della Casa di Giulietta.
Da un lato devozione e speranza di raggiungere il perdono, dall’altra la dedizione all’amore.

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8 risposte a "Piccolo viaggio – Verona"

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