#loving35mmProject

Nascita di un piccolo grande amore per la focale 35mm.

03/10/17
Riscrivo da zero questo post, in quanto il mi figliolo è riuscito a cancellarlo! Sob!

Scrivo qui l’esperienza che mi ha portato a capire quale poteva essere la mia focale preferita e perchè sono arrivato ad utilizzare un 24mm (che poi su aps-c è un 35 equivalente).

23/12/15
La sfida (o quantomeno l’idea che mi frulla in testa in questi giorni) è quella scovata su internet riguardo agli obiettivi vintage. In pratica, acquistando degli anelli adattatori, è possibile montare su una reflex digitale, obiettivi di 30, 40 anni fa ed oltre. Si può provare a vedere che risultati si ottengono.

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Fujica st605n + Fujinon 55mm f/2.2

In effetti le possibilità che ho sono date da due obiettivi della Fujica di babbo che altrimenti sarebbero rimasti lì a prender polvere.
Spero di riuscire a fare questa cosa, perché uno di questi è un 28mm, che dovrebbe regalarmi una visuale un pò più ampia del 50 Nikkor (moderno).
L’altra particolarità che mi attira di più è il carattere di queste lenti: una certa imprecisione nella qualità finale che le rende interessanti.
Anche se so già che saranno obiettivi utilizzabili in occasioni particolari (dove non c’è fretta) data la mancanza di messa a fuoco automatica.
Tutto è gestito dalle proprie mani, ma d’altronde avrei dovuto fare lo stesso nel continuare ad usarli sulla Fujica.

22/04/16
Finalmente arrivato l’anello adattatore per gli obiettivi vintage della Fujica con innesto a

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dal sito https://www.adrianololli.com

vite M42. L’ho acquistato sul sito di Lolli Adriano, in quanto cercando su eBay, si trovavano soltanto versioni con la lente in plastica. Invece quello del Lolli ce l’ha in vetro, quindi si dovrebbe mantenere la messa a fuoco anche all’infinito.
Sarà incredibile, ma per una settimana mi son portato dietro macchina e il 28 (Itorex) e il 55 (Fujinon) per poter fare delle prove. E le ho fatte, scoprendone la bellezza (e la difficoltà) di scattare totalmente in manuale.
I risultati spesso possono essere imbarazzanti ma magari “casualmente particolari”. Si arriva quasi a rivalutare una fotografia ‘sporca’, dalla definizione mediocre, ma più carica di significato.
Insomma, a volte si preferisce quasi fuggire dalla perfezione della messa a fuoco, dalle luci totalmente calibrate. E qui i vecchi vetri danno un impronta particolare alla foto. Alcune situazioni di luce lasciano nello scatto la sensazione di aver vissuto realmente quel momento, mentre con la perfezione di oggi, ogni ambiente o situazione sembra un pò standardizzata, ‘patinata’.

27/12/16
Ogni giorno mi da la motivazione a cercare uno scatto diverso, una storia diversa. Cosa a cui fin’ora non avevo minimamente pensato. Guardo questi ultimi anni e mi rendo conto di essere in un momento di svolta epocale per me: la mia attrezzatura usciva per lo più in occasioni di gare automobilistiche o eventi simili. Adesso sto imparando ad analizzare tutti i momenti che passano davanti ai nostri occhi. E sono molti scatti che potrebbero essere fermati.
Adesso mi porto sempre dietro la reflex, nonostante non sia proprio portabilissima.
Se non altro con essa ho potuto capire meglio le mie necessità tecniche per il genere di strada. Sicuramente ho capito che la mia focale preferita è il 35mm che sulla mia macchina, causa effetto moltiplicante, mi ha spinto a cercare un Nikkor 24mm.
Purtroppo questa lente è totalmente manuale e questo mi indurrà a cercare qualcosa di più pratico per il genere street. Di sicuro, se potrò, acquisterò magari una compatta di qualità anziché un nuovo obiettivo. Ma questa è un altra storia.

Nikkor 24mm pre-ai (K)
Premetto che non volevo spendere cifre folli, per ora. Quindi ho cercato la soluzione che

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aveva il miglior rapporto spesa/ingombri/qualità. Per scattare a 35mm mi si sono presentate davanti tante soluzioni diverse, ma mai sotto la cifra di 300-400 euro. A parte il momento non proprio florido, volevo comunque provare un vero fisso 35mm equivalente.
Le varie possibilità erano:
– soluzione Canon: la piccola 100d + il 24 pancake (che Nikon non ha) (se questo genere lo avessi scoperto prima, forse non prendevo Nikon), ma la spesa si aggira sui 400 da usato
– soluzione Ricoh: GRII. Non c’è bisogno di dire altro, se non che è un 28 equiv. ma si parla di almeno 500 euro
– soluzione Fujifilm: una bella X100T, anche usata…ma a meno di 600 euro non si trova
– soluzione vintage M42 (+ la mia D3100): ci sono i Pentax Takumar, ma chiedono dai 200 in su

Continuando le ricerche mi imbatto nei Nikkor vintage, che tra l’altro avrebbero già l’attacco Nikon. E trovo questo pre-ai 24mm f/2.8, non pretenzioso, ma almeno già adattato ad “ai”. Infatti viene venduto come già compatibile con le digitali. Poi il fatto che sia in vendita da un negozio di ottica, mi rende abbastanza tranquillo. 90 euro, è un buon compromesso! Lo prendo.

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Nikon D3100 + Nikkor 24mm F/2.8 pre-ai (K)

Arriva. E’ sicuramente abbastanza compatto e leggero, aiutato dal fatto che non ci sono meccanismi elettronici. Finalmente guardo dal mirino e finalmente una visione 35mm. Non che l’avessi già provata con l’obiettivo kit, ma adesso ho una soluzione più compatta (infatti risulta più corto e meno ingombrante del 18-55). La ghiera della maf ruota agevolmente e in modo molto fluido. Non è dura.

Faccio la prima uscita. Considerato che è una mattina invernale, senza luce del sole, ma solo l’illuminazione di una nebbia che ancora offusca il cielo, faccio qualche scatto.
Effettivamente non ne rimango molto colpito. Anzi, ho una certa difficoltà ad illuminare la scena, in quanto, per avere almeno 3-4 mt di soggetti a fuoco, non posso aprire il diaframma oltre 4-5.6. E non posso certo lavorare in iperfocale. In ogni caso, grazie al raw, molte immagini si riescono a portare a casa e ad ottenere qualche risultato accettabile.
Il bello viene con l’arrivo della primavera: cambia l’ora legale e una mattina, uscendo dalla stazione, mi trovo in una Firenze finalmente chiara, accesa. Non aspetto altro, accendo la d3100 e scatto. Accidenti! Ottengo finalmente una foto con una nitidezza molto buona, sicuramente superiore a uno scatto ottenibile col 18-55. Alla fine capisco il “gioco” da fare con questo obiettivo. In ombra o poca luce, giocare di più col bn e spingere con gli ISO. 800, anche 1600, accettando un pò di grana.
Alla luce, sfruttare le possibilità dell’iperfocale, quindi abbassare gli ISO, che non ce ne è bisogno, chiudere il diaframma.

Qui di seguito alcune foto ottenute con questa accoppiata, le restanti le potete visionare anche su Flickr.

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7 risposte a "#loving35mmProject"

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  1. Beh la soluzione “definitiva” per le ottiche vintage si chiama Sony A7… Io ho una miriade di vecchie ottiche ed utilizzarle su Fuji con il crop 1,5x mi stava stretto, così un paio d’anni fa ho preso la A7 prima versione 8naturalmente usata). E poi via di adattatori su Amazon e vecchie lenti a pochi euro nei mercatini… un divertimento unico! Unica alternativa è Canon che ha un tiraggio più favorevole rispetto a Nikon.

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    1. Sì lo so…la Sony sembra essere stata creata apposta per quello! Anch’io ero partito con l’idea di provare le vintage che già avevo, e così ho fatto…con l’anello m42 mi son preso l’helios e provato altri due che avevo in casa… Poi mi sono innamorato della visuale a 35mm… E qui con Nikon mi sono accorto di essere ad un punto fermo. O meglio, vado solo in manuale! Adesso mi sto innamorando della Olympus XA…

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      1. Bellissima! L’antenata dell’ovetto miu (che possiedo, pagata 1€ in una bancarella con pila nuova) ma con il telemetro al posto dell’AF… La sto cercando anch’io, quando la troverò a poco… Anche se di macchine fotografiche ho un armadio pieno!

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  2. Hai dato un’occhiata su New Old Camera? Tra l’usato ci sono articoli molto interessanti. Io ho comprato una vecchia Nikon D50 che pur essendo digitale ha il vantaggio di poter essere abbinata a vecchie lenti Nikkor di modelli a pellicola.

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    1. Sì sì, seguo anche il loro canale YouTube che contiene un sacco di interviste davvero importanti. Io ho una D3100, niente di speciale. Come avrai visto vi ho prima provato qualche ottica M42. Adesso per la Street la uso con un 24mm pre-ai modificato. Queste lenti… Quantomeno ci aiutano a sapere un pochino cos’è la vera fotografia manuale!

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      1. Sono d’accordo, infatti commentando il post di un altro blogger abbiamo riflettuto appunto sull’utilizzo di corpi macchina non eccelsi o comunque vecchi al punto da costringerci a colmare le lacune qualitative con la nostra inventiva.

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      2. E poi fare tutto questo è bellissimo….effettivamente il digitale ti fa arrivare allo scatto subito, ma troppo velocemente. E troppo velocemente azzera il gusto di scattare. Il tutto finisce nella pressione di un tasto.

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